03 ottobre 2026
LA FLOTTA SFIAMMA IN TIRRENO E AFFRONTA IL NODO TATTICO DELLE EOLIE.
Entra nel vivo la maratona d’altura da oltre 1.500 miglia non-stop.
Dopo le prime giornate di navigazione, la flotta dei Figaro 3 si prepara ad affrontare l'incognita dell'anticiclone tra Tirreno e Ionio.
La sesta edizione del Marina Militare Nastro Rosa Veloce 2026 - Il Giro d’Italia a Vela entra nella sua fase cruciale.
La competizione d'altura più lunga e avvincente del Mediterraneo - nata su iniziativa del Ministero della Difesa, della Marina Militare e di Difesa Servizi S.p.A., e realizzata in collaborazione con SSI Sports & Events - sta mettendo a dura prova atleti di livello internazionale in una traversata non-stop di oltre 1.500 miglia nautiche da Ovest ad Est.
Gli equipaggi in doppio (double-handed), al timone dei performanti monoscafi Beneteau Figaro 3 progettati da VPLP, si stanno affrontando lungo la tratta circumnavigante che tocca Tirreno, Ionio e Adriatico. La rotta condurrà la flotta fino al traguardo d'onore nel Golfo di Trieste, dove gli arrivi coincideranno con le giornate della 58ª Barcolana.
La prima fase: velocità pura e tenuta tecnica
Dal via ufficiale scattato lo scorso 25 settembre da Genova, le prime giornate di gara sono state segnate da un flusso di vento costante che ha permesso di sfruttare al massimo il potenziale velocistico delle imbarcazioni. I rilevamenti satellitari mostrano una flotta compatta e allineata lungo la rotta ideale verso i waypoint stabiliti.
In questa fase iniziale, in assenza di grandi variazioni meteorologiche, il fattore determinante è stato la precisione nell'esecuzione tecnica: la regolazione dell'attrezzatura, la tempestività nei cambi di vela e la velocità pura di carena hanno premiato chi ha saputo spingere senza sosta al limite le proprie imbarcazioni.
Il rebus meteo: alta pressione tra Eolie e Calabria
Lo scenario tattico sta tuttavia cambiando in modo radicale.
Attualmente impegnati nel canale di navigazione compreso tra le isole Eolie e la costa calabrese, i concorrenti si trovano di fronte al primo vero snodo strategico della regata. I modelli meteo indicano la formazione di una vasta area anticiclonica su tutto il bacino centro-meridionale del Mediterraneo, destinata a provocare un sensibile calo del vento, salti di direzione e ampie zone di bonaccia.
La navigazione in arie leggere trasformerà la regata in una sottile partita a scacchi, dove la reattività e l'intuito degli equipaggi faranno la differenza.
L'ingresso nello Ionio
Secondo le proiezioni dei router di gara, la flotta potrebbe doppiare l’estremità meridionale della Sicilia e fare il suo ingresso nel Mar Ionio nella giornata di sabato 3 ottobre.
A quel punto gli atleti dovranno affrontare una scelta determinante: cercare i deboli flussi termici mantenendosi a ridosso della costa - correndo però il rischio delle ombre di vento create dai rilievi - oppure allargare la rotta al largo alla ricerca di arie sinottiche più stabili, con lo svantaggio di percorrere un chilometraggio superiore. La capacità di leggere le minime increspature dell'acqua e la gestione ottimale dei pesi a bordo saranno le chiavi per conquistare la testa della flotta verso Taranto e l'Adriatico.
Le prime considerazioni da parte degli organizzatori
A fare il punto sul livello tecnico della manifestazione, sulle sfide logistiche affrontate e sulle prospettive di questa avvincente rotta verso Trieste è Riccardo Simoneschi, CEO & Executive Manager di Marina Militare Nastro Rosa Tour, al seguito della flotta con lo Shore Team che segue via terra gli equipaggi in gara.
“La sesta edizione del Veloce sta confermando l’altissimo livello tecnico della competizione. Le dure qualificazioni disputate nel Golfo di Genova hanno portato in gara velisti italiani e stranieri di assoluto livello, e le prime giornate di regata lo stanno confermando, con una flotta compatta e impegnata a sfruttare al massimo i venti tesi. Ora, con il passaggio della Sicilia e condizioni più leggere, entreranno in gioco anche le strategie. Un grande lavoro è stato svolto dallo shore team, che continuerà a seguire gli equipaggi fino a Trieste, nel contesto della Barcolana, dove saremo ancora una volta al fianco di Nave Vespucci, di cui siamo Supporter, con il logo sulle vele e sugli scafi. L’attenzione ricevuta da media e pubblico lungo il percorso è un segnale importante della crescita della manifestazione.”